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Lotta ai falsi invalidi

 

Nel Paese della politica malata, la lotta ai falsi invalidi potrebbe diventare lezione morale, questione di civiltà.

Il mondo degli invalidi veri ringrazia ed esprime lode e gratitudine al giornalista Sergio Rizzo per la sua inchiesta sul Corriere della Sera fatta proprio sui falsi invalidi per la completezza della fotografia degli invalidi falsi e per la mappa in cifre sul territorio a nord e a sud dell’Italia.

Il nostro è un Paese davvero strano, difficile da capire, persino alle cronache di grande scuola come quella di Sergio Rizzo del Corriere della Sera. Si è accorto, il nostro validissimo giornalista Sergio Rizzo, che siamo passati dallo slogan della Presidenza del Consiglio: “i disabili sono diversi per le abilità da valorizzare”, alla dichiarazione dell’onore delle cronache delle pagine dei quotidiani nazionali e dei canali della televisione dei disabili “causa principale della crisi e quindi della oltranza di lotta al fenomeno” del Ministro dell’ Economia Giulio Tremonti?

Che cosa è cambiato nel Governo del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti per avere un nuovo messaggio al Paese cambiato di trecentosessanta gradi?

Sergio Rizzo, che ha scritto libri sul malcostume sociale e ha documentato le malattie della politica, può stare nel coro del bravo e illuminato Ministro per cantare al Paese la canzone di successo della lotta ai falsi invalidi semplicemente per nascondere al "Bel Paese" le vere cause della gravissima crisi che spaventa tutti?

La cattiva politica ha creato i falsi invalidi, quelli veri chi li ha creati?

Si possono conoscere le responsabilità prima di chiedere con minaccia il conto?

Nei miei impegni associativi nell’Unione Italiana Ciechi mi sono occupato di riabilitazione nei campi estivi per giovani ciechi. Tra i miei ragazzi del campo, tre di uguale età, erano ciechi assoluti per essere stati esposti ad eccessiva ossigenazione in incubatrice.

Chi paga questo dolore? Chi aiuta le famiglie a vincere la lotta della paura del buio?

Nel nostro Paese la politica ha girato le spalle al mondo della disabilità per non vedere e per sfuggire alle sue responsabilità. I disabili sono soli, faccia  a faccia in lotta col proprio destino.

Da settimo Paese più sviluppato abbiamo aperto le porte dell’immigrazione per avere tante braccia femminili per assistere i disabili gravi, per pulire le loro intimità facendo risparmiare denaro alle famiglie ricche e aiutando quelle povere. Le conseguenze del patto di stabilità imposto dal Governo ai comuni le pagano i disabili con la mancanza dei servizi sociali. La carta di identità del disabile nasce nel comune, dai servizi sociali, dai tempi di vita della città. Se Sergio Rizzo, prova a dare la parola ai disabili gravi sentirà che nessuno di loro ha scelto di essere invalido e che i falsi invalidi sono una offesa insopportabile per i disabili veri. Per capire la disabilità non basta rappresentarla, bisogna raccontarla nell’ esperienza.

Quando vivi il tuo tempo senza aspettare la luce del giorno e la luna della notte scopri che non c’è prezzo per il tuo dolore, che non c’è strada per la tua lotta. La disabilità è vita difficile anche da raccontare.

La lotta ai falsi invalidi non può essere un semplice motivo di risparmio, di denaro da recuperare, ma un vero impegno di giustizia sociale, allora le inchieste di Sergio Rizzo diventano parole per liberare i disabili dalle catene della cattiva coscienza morale del potere sempre moralmente inadempiente verso chi lotta da solo contro il disagio e il proprio dolore.

La crisi è un problema vero che non si può risolvere con un problema falso, come la lotta ai falsi invalidi. Il giornalista Sergio Rizzo è troppo esperto, troppo navigato per non saperlo come noi, per questo lo sentiamo nostro amico e lo ringraziamo per le sue inchieste.  

 

 

                                                                                                    Luigi Mangia

                                                                                                  (Vicesegretario provinciale S.F.I.D.A.)