LECCE E PROVINCIA

 

Chiese e monumenti vietati ai disabili

 

Lecce, 03 maggio 2009

La maggior parte sono sprovvisti degli scivoli per carrozzelle. Lecce, culla del Barocco. Lecce, con i suoi monumenti, i suoi pizzi e i merletti scolpiti nella pietra e con le chiese imponenti da rimanere a bocca aperta.

Lecce con le sue barriere architettoniche, che rendono impossibile in alcuni casi visitare luoghi di culto e monumenti. Come è successo a più di un turista arrivato nel capoluogo salentino con l’intento di ammirare l’interno di una delle chiese simbolo ed espressione massima del Barocco, la basilica di Santa Croce, e costretto invece ad ammirare solo la facciata.

“Purtroppo non c’è uno scivolo per poter entrare all’interno e superare l’ostacolo di tutti questi scalini, “mi sembra davvero impresa ardua”, dice F.D., turista romano arrivato a Lecce per qualche giorno di vacanza approfittando del ponte del primo maggio. Che aggiunge: “Eppure penso che basterebbe poco per rendere fruibile anche ai disabili un monumento magnifico come questo. Ci sono degli scivoli che non sono per nulla invadenti dal punto di vista estetico, sono ideati in modo tale da non stravolgere lo stato dei luoghi. Un vero peccato, anche perché Santa Croce non è l’unica chiesa che abbiamo trovato sprovvista di scivoli per disabili”.

Una situazione, quella della presenza di insormontabili barriere architettoniche, comune a tantissimi paesi della nostra provincia, più volte portata all’attenzione delle amministrazioni locali  dalle associazioni di categoria, ma anche da comuni cittadini che hanno difficoltà a salire le scale delle innumerevoli chiese e monumenti sparsi in tutto il territorio provinciale.

Ma le barriere architettoniche non sono rappresentate soltanto da scalini, marciapiedi o altri impedimenti. Ci sono le barriere sensoriali, quelle che impediscono alle persone non vedenti di muoversi agevolmente avendo come riferimento dei suoni. Pochi, ad esempio, i semafori acustici realmente funzionanti nella Città di Lecce, inesistenti i sistemi vocali di identificazione di fermata a bordo dei bus urbani. A denunciare questa situazione, drammatica ed assurda, è Antonio Pranzo, cittadino leccese con una disabilità visiva parziale. Con una lettera, l’ennesima indirizzata all’Assessore alla Mobilità di Lecce, al Presidente della SGM, all’Assessore alle Pari opportunità ed al Presidente dei Lions club Hout di Lecce, chiede una serie di interventi. Ovvero: che tutti i mezzi di trasporto della Sgm siano dotati all’interno del sistema di annuncio di prossima fermata; che sulle paline di attesa sia posizionato un apposito strumento (come del resto già presente in altre città italiane) che emetta una vocalizzazione d’annuncio del bus in arrivo e della linea di riferimento. E poi chiede che vengano attivati i semafori acustici, indispensabili per garantire l’incolumità di chi è non vedente. “Purtroppo, però, le richieste rimangono sempre inascoltate.

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S.F.I.D.A. si unisce alle richieste innanzi esposte e chiede a tutti gli amministratori dei Comuni salentini e della Regione Puglia, ai responsabili degli Ambiti Territoriali provinciali, al neo Presidente della Provincia di Lecce, di aprire un tavolo di discussione finalizzato alla elaborazione, in pochissimi mesi, di un serio piano straordinario per la definitiva risoluzione di tali problematiche, individuando al contempo le risorse finanziarie occorrenti.

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ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE

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